La porta di Dio

Si illudettero. Lentamente le loro ossa calcificavano l’entrata di un grande palazzo nel quale lei riversó presto tutti i loro averi, fisici e morali. Quelli immorali li lasció al passato.
Il loro futuro sarebbe stato conservato in una landa pacifica e deserta se le loro ragioni avrebbero retto con potenza tutte le insane parole dei giorni consecutivi al matrimonio. Ma il destino li volle graziare, li ricondusse sulla retta via, insieme al loro lavoro di oltraggiatori.
Il tempo cambió i rami dell’albero vicino la finestra più alta del palazzo, una quercia antichissima lasciata in dote dallo zio, il più anziano dei fratelli. O forse, erano loro ad aver mutato lo sguardo: tutta colpa del tempo trascorso a non guardarsi, a starsi lontani. Divisi, diversi, sebbene decisi a cambiarsi.

Lei, oggi, è una donna matura. Come lui, un uomo dai sani principi e dalle buone ragioni, solo sue. Astratte, un po’ consumate dal tempo, poco attuali, formali, distorte. Uno dei tanti motivi del loro disaccordo era celato nel lato oscuro del suo carattere, per lui, e nel troppo chiaro volto, per lei. Lei, la donna dei sogni: brava in tutto e buona con tutti.

Si incamminó verso la grande casa di campagna, una reggia, desolata come l’animo suo. E oltrepassato il cancello principale, senza voltarsi indietro, proseguì a passi svelti, solcando il terreno. Quel tragitto sembrava segnato da molti anni, tra la sabbia e l’erbaccia, tra il vestito rosa pesco e i guanti di lino, tra la rabbia del passato e quella del futuro, nella vita di sempre che, sebbene fosse giunta all’epilogo, non stava affatto modificando le sue abitudini. Il destino – capì – è una storia da pochi. I molti, come lei, scelgono di chiamarlo “volere di Dio”, e forse questo si avvicinava di più.

Una donna dall’abito nero, lungo fino alle caviglie, e una stuola in testa dello stesso colore del vestito, per niente allacciato in vita, si apprestó a liberarla dal peso di una delle sue valigie. Lui sostó poco prima, la strinse in un abbraccio prima che lei oltrepassasse il portone d’ingresso.

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