Si stava meglio quando si stava peggio

Se non avessi deciso di scrivere qua oggi, avrei certamente scritto da qualche altra parte. Oh, i miei giorni si affondano nella scrittura, vuoi per passione ma vuoi soprattutto per dovere: i classici doveri di studente. Beh, a pensarci forse, fosse così la vita, la passerei scrivendo. Infondo, è ciò che ho sempre fatto, a partire dai diari segreti. Poi il mondo si è allargato, è diventato tutto digitale, e anche le mie parole adesso sono asettiche nella forma, in una scrittura che non mi appartiene, pur sempre mie, queste parole. Eppure in certe occasioni mi sento così antica a prendere carta e penna per imporre le mie idee, le mie teorie. Ma questa sera avevo voglia di digitalizzare i miei pensieri, digitalizzare, proprio come su WhatApp, e proprio dal mio cellulare.
A volte, dicono, i pensieri vanno scritti, quando li senti che spingono, che hanno voglia di uscire, perchè anche loro hanno il diritto di vedere come va il mondo, e infatti escono giusto un attimo, poi rientrano, di colpo dicendosi con rammarico che è proprio vero ‘si stava meglio quando si stava peggio’.

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