Contro l’abuso di qualcosa che vuole diventare qualcuno

Aspetto, non so realmente cose ma so che aspetto qualcosa, da me. E infondo, l’abbiamo sempre fatto: abbiamo sempre abusato di ‘qualcosa’ per indicare ‘dell’altro’. L’abbiamo usato in momenti di cortesia (desidera qualcosa?), di incertezza (c’è qualcosa che non va!), di solitudine (manca qualcosa), di confronto (pensi che serve aggiungere qualcosa?), di felicità (è qualcosa che mi fa stare troppo bene!). Non gli abbiamo mai chiesto scusa di niente a qualcosa per l’utilizzo spropositato, né a dell’altro per averlo spesso rimpiazzato. E non per qualcosa ma, ci è sembrato giusto così.
Dovevamo pensarci bene di proferire qualcosa. Ormai, l’abbiamo proferito così tante volte che adesso è in sala rianimazione. Mi ha detto che la prima cosa che farà quando si sarà ripreso è darsi un tono, meno riconoscibile e pronunciabile. Ha deciso di cambiare, qualcosa. Non sarà il precario di sempre, vuole un posto fisso e ben retribuito. Qualcosa vuole diventare qualcuno!

Annunci

Write:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...