Per fare un albero ci vuole il legno

La scrittura è per molti: per coloro che sanno leggere ma anche per quelli che non hanno ancora imparato a farlo, per chi scarabbocchia e per chi invece conosce tutte le parole in neretto del dizionario italiano. Ma soprattutto, la scrittura è per chi soffre.

L’obiettivo di oggi è spiegare perché, spesso, le aspettative che ci costruiamo non corrispondono alla realtà. Il punto di partenza non è, allora, la realtà, ma la nostra mente. Siamo entusiasti del nostro operato a tal punto da crearci orizzonti di aspettative ben definiti. E sono lì che li guardiamo bene, sicuri di averli raggiunti, come fossero già nostri. Il punto di arrivo è una realtà che delude, che non avvisa, che preclude qualsiasi tua prospettiva futura. Ti blocchi. Ferma. Contempli, anche se con poca parsimonia, fino a quando non afferri che le aspettative – troppe volte – sono mappe mentali aggrovigliate che premevano sul nervo dell’anima, senza dare respiro. Quel respiro che manca, quando porti a termine con fretta ed entusiasmo i tuoi obiettivi quotidiani. Lo stesso respiro che è quasi d’obbligo per riconoscere il punto di arrivo.
La verità è che le nostre prospettive, delle volte, non hanno un vero e proprio progetto. Allora, è bene che qualcuno ce lo spieghi. E quasi sempre quel qualcuno sono le circostanze, o meglio, gli impedimenti.

 

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