Racconto: Il libro dell’amore e il suo vero riscatto.


Ma come vi siete ridotta, Signora bella? Veramente state ancora aspettando? Io l’avverto, Signora mia, i pensieri non è vero che hann dato vita a grandi artisti, tutt’al più, hann complicato la vita degli altri. Smettete! Sentite a me: smettete di scrivere. Voglio dire, c’avete una certa età ormai. Non vorrete mica lasciare ai posteri le vostre parole? Questa è ormai roba vecchia. Smettetela!
La donna, che le sedeva davanti, ascoltando ogni briciola vocale dell’amica, stette seduta e continuò a dondolare le gambe e a strofinarsi morbosamente le dita, com’era solita fare. E pensava, ancora una volta a tutte quelle volte che promise a sé stessa di non scrivere più, che tanto, sarebbe stato inutile: non l’avrebbe letta nessuno. Quando l’amica ebbe finito la predica, la donna la guardò fissa negli occhi, con gli stessi occhi di quando era ragazzina, con la stessa dolcezza sul viso, tant’è che la pelle pareva più grande, ma quegli occhi no.
Io non scrivo perché qualcuno mi legga, amica mia. E dilatò le labbra in un sorriso appagante, lo stesso di una bambina gioiosa con in mano un sacchetto di caramelle. Lei tra le mani, aveva soltanto un libro. Il, libro. Fresco di stampa, nuovo, ancora da inaugurare. Era la stampa prova del romanzo che aveva da sempre sognato di scrivere, contenente tutta la sua vita, o meglio, tutte le emozioni che la vita aveva scelto di regalarle.
Trascorse molto tempo dietro quel libro. Per l’esattezza dieci anni, escludendo quelli passati a pensarlo e progettarlo. Quando ebbe finalmente l’idea, o forse, quando ne ebbe l’esperienza; quando la sua vita fu abbastanza piena da sentire il bisogno di svuotarla, di fronte al suo mac – che si regalò col primo stipendio – si mise a scrivere. Che parolone! Pensò le prime volte. Scrivere un libro? Non credo di riuscirci. Insomma, ormai va di moda scrivere romanzi, e io potrei sembrare una delle tante.
Ha sempre avuto una voglia innata di riscattarsi da qualcosa: un qualcosa che scoprì una volta divenuta grande, con un lavoro e la sua tanto agoniata autonomia.
La vita, diceva spesso a una delle sue poche amiche, le è riconoscente. Nessuno riusciva a capirla nei suoi discorsi, sconnessi, misteriosi, ballerini, esibizionisti e umili al tempo stesso. L’autocritica è sempre stata il suo forte. Nel gioco ‘verità-giudizio-paragone’ il secondo aspetto le interessava poco, e ancor di più il terzo. E’ per questo che non si capiva mai cosa centrasse con lei il riscatto.
Camminò molto, alternando un paio di scarpe basse con quelle rialzate di poco, il tacco solo in rare occasioni. Faticò molto, per ottenere il prestigio sociale rivestito. Vestiva bene, e in particolare sul posto di lavoro, contava di far bella figura, mentre i suoi occhi no, di quelli non se n’è mai occupata personalmente. Sono stati sempre gli altri a imprigionarla in realtà sempre nuove, nelle quali credeva che anche un sorriso avrebbe significato molto. Ma questo fu il suo più grande difetto.
Ricordo molto bene, Signora, le volte in cui ha sorriso, molto di più delle volte in cui ha pianto che saranno state in numero minore, non è così?
No, amica mia. Devo confessarle che a ogni sorriso appartiene una lacrima. Tanti sorrisi di gioia corrispondono a tante lacrime di dolore. La vita terrena è questa, per le persone più fragili.
Eppure, Signora mia, io non vi facevo così fragile, anzi, ha sempre mostrato di essere una donna forte. Non la sto credendo, adesso.
La donna tirò un sospiro di sollievo accompagnandolo all’ennesimo sorriso, come a rimproverare l’amica per quante cose avesse ancora da imparare. E’ l’età. Chiamarsi Signora senza neanche esserlo, è stata una delle sue poche conquiste. Il riscatto che ha ricercato ha corrisposto sempre a una forma di rispetto, così come il cielo nei quadri ha sempre ricercato il suo punto di appoggio, la sua terra.
E così, il giorno, che volgeva al termine, fu significativo per lei, sebbene fosse il meno emozionante della sua vita, sebbene anche non avesse lo stesso sapore dell’amore, sebbene ancora quel libro sarebbe divenuto il suo vero riscatto.

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