Ho fatto un sogno

È arrivata la primavera ma solo sul calendario. Il cielo c’inganna, mostra i suoi raggi ma poi li ritira. Ieri ho ripreso tra le mani il mio manoscritto digitale. Ho iniziato a scriverlo lo scorso anno. Chissà quando lo finirò e se mai lo pubblicherò, ma soprattutto in che modo: cartaceo o multimediale? Questo è il mio periodo più propizio in cui la voglia di scrivere non manca, forse per via degli impegni universitari giunti al termine. Qualsiasi novità mi rende elettrica, in questo periodo. Conto all’indietro: domani dovrei essere di nuovo a casa. L’altro giorno ho riscoperto la bellezza della natura; mi mancava. Il progresso è un’utopia. Confeziono punti di interesse che lentamente si allungano verso strade contorte delimitate da un punto di arrivo, si spera.
Questa notte ho fatto un sogno: ero la responsabile di una libreria autofinanziata e totalmente gratuita; chiunque poteva prendere in prestito dei libri e restituirli in un tempo definito; chiunque poteva donare i propri libri alla libreria; e di tanto in tanto si organizzavano serate con ospiti d’eccezione durante i quali si era liberi di lasciare una piccola offerta. Si stava pensando anche di fare degli incontri tra lettori per discutere i temi principali dei libri letti. Io ero dietro al bancone che pensavo al nome: che ne dite di nobook?

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