La nostra consapevolezza

Delle volte, l’importante è andare. Fuggire, scappare, ma comunque andare verso una direzione. Provare, quantomeno, a raggiungere un obiettivo. Chi decide di non andare, di stare fermo, aspettando che arrivi l’onda a smuoverlo è ‘beato’ perché ha scelto di non scegliere, perché costretto, obbligato, privo di coraggio, oppure perché il punto di inizio, corrisponde esattamente al suo punto di fine. Nonostante tutto, continuo a credere che andare cela aspetti magici, e anche dei grossi limiti.

Andare, non significa per forza camminare. Perché alcune andate sembrano non avere nulla di buono se non il totale annullamento delle proprie consapevolezze. Ci si ostina ugualmente a ricercarne l’aspetto migliore, fino a quando ritornando da quell’andare non ci si accorge che non sempre è così. Non sempre.
Se vai, e ne ritorni riempita, nuova, arricchita e vogliosa di futuro, allora è una vera andata, ma se ritorni e insieme a te ritornano i pensieri, forse allora, quell’andata non è servita davvero, sebbene ti ostini a negarlo.
Questa condizione, comune a tutti, non perdura. Dentro di noi, si nasconde sempre una piccola consapevolezza che cresce ma che continuiamo ad omettere, che cresce ma continuiamo a nascondere, che cresce ma continuiamo a negare, che cresce e non ce ne accorgiamo che cresce. Sappiamo rispondere bene al ‘dove vai?’ con esclamazioni sempre banali, scontate, incerte. Ma dentro di noi, quella consapevolezza lo sa. Sa che puoi convincerti e avere molte certezze, ma menti. Puoi vantare il tuo ego con esibizioni di eccellenza, ma la tua stramaledetta consapevolezza sa che non funziona a comando, sa prima ancora di te quando finirà la tua messinscena, perché infondo, quella consapevolezza è il tuo vero io che non hai ancora conosciuto.

Cresciamo tanto velocemente e con le idee talmente chiare da non aver il tempo di conoscerci veramente. E quando un giorno, ci ritroveremo a ricalcolare le nostre scelte – perché succederà – dovremo fare i conti con questa nostra consapevolezza che si divertirà a farci sentire colpevoli di quella maschera di cera che si scioglierà al primo fuoco. Il fuoco, delle vere passioni.

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