Quel che c’è.

C’è una piccola voce di me che vuol parlare. La servo. Dopotutto, si fa per circostanza. Le circostanze attuali vogliono ch’io sia qui a scrivere. Scriverle non spaventa, tutt’al più aiuta ad esorcizzare tali circostanze. Le circostanze riguardano quasi sempre una questione poco da vicino. Il vicino è colui ch’intende per primo. Il primo non sarà mai ultimo.

L’ultima cosa di cui avrei voluto scrivere, e scrivo, è quasi sempre la prima di cui vogl’io parlare. Parlo perché non ho alternativa. Alterno le parole alla scrittura. Scrivo di parole e di scrittura. Scrivo di storie vere o intentante. Invento.

Succede spesso, o quasi spesso, che ormai le valvole della ragione hann perso il loro potere. Possono, solamente andare, o meglio, entrare, nel panico. Pan…pani…pane… il pane, è quello che manca. Manca il pane per vivere. Vivere per il pane che ringrazi. Grazie. Gra… gran… Che gran bel coraggio ci vuole a vivere. Vivo!

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