Distinguere la materia dalla non materia

  Mi sono ricordata di una significativa definizione di valore che leggo solo adesso e che fa sempre bene ricordare.
Elinor Ostrom, prima donna alla quale viene conferito il premio Nobel per l’economia, definisce la conoscenza umana come un bene comune. Le conoscenze sono allora quei commons che nella tradizione giuridica anglosassone non sono altro che i beni materiali (l’ambiente naturale, il paesaggio, l’acqua, l’aria, l’energia) e immateriali (le culture locali, le usanze, le scoperte scientifiche, la conoscenza) protagonisti del patrimonio universale e collettivo di una comunità, i cui membri ne possono disporre liberamente. Basti pensare alle enormi risorse culturali e naturali, le biblioteche per esempio, tutelate e salvaguardate dal Ministero per i beni Culturali e Ambientali. L’utilizzo di questi beni – secondo la Ostrom – deve essere tale da non compromettere quello delle generazioni future, tant’è che gran parte del valore umanitario non è andato perduto con la 3G (terza generazione), anzi, è oggi custodito in spazi aperti o digitali che non aspettano altro che essere guardati, letti, ascoltati o, semplicemente, contemplati.

Write:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...